Anteprime: “Un giorno questo dolore ti sarà utile”

Faenza dirige una piacevole storia di formazione ambientata a New York

"Un giorno questo dolore ti sarà utile", Toby Regbo. Foto di Paolo Cirello
"Un giorno questo dolore ti sarà utile", Toby Regbo. Foto di Paolo Cirello
Chi è James Sveck? Non è facile inquadrarlo per chi lo circonda, e sicuramente anche il giovane protagonista è un po' confuso riguardo alla propria identità. Forse, però, “a 17 anni è giusto non avere un obiettivo”, e quello di cui James è sicuro è che non vuole andare all'università e che a forza di sentirsi dire di essere disadattato si è convinto di esserlo.

James (Toby Regbo) è solitario, ama leggere ed è irrimediabilmente incompreso. Si interroga su come le persone possano innamorarsi e stare insieme, e nel frattempo trascorre l'estate newyorchese aiutando la madre nella sua galleria d'arte. Preoccupata per il figlio, Marjory (Marcia Gay Harden) vuole mandarlo da una life coach che gli faccia capire la sua strada e lo convinca ad andare al college. Nel frattempo, però, la donna torna dalla sua fallimentare terza luna di miele: il matrimonio è durato solo 48 ore, perché Mr. Roger (Stephen Lang) è un giocatore compulsivo. Il padre di James, Paul (Peter Gallagher) frequenta solo donne molto più giovani di lui e, non rassegnato al passare del tempo, ricorre alla chirurgia plastica, o, meglio, a “un intervento di chirurgia estetica mirata”. Paul sospetta che il figlio che, d'altronde, normale non è mai stato, sia gay. Gillian (Deborah Ann Woll) è felice con il suo professore di linguistica sposato e con il doppio dei suoi anni, e vorrebbe che il fratello andasse all'università per la gioia di tutti, tranne che del diretto interessato.

Reciprocamente incompatibile con la realtà che lo circonda, ad eccezione della nonna anticonformista (Ellen Burstyn) che crede in lui e nei suoi sogni, James si chiede: “Se io sono un disadattato, allora gli altri cosa sono?”.

La risposta è percorso di formazione verso una nuova consapevolezza di sé che passerà attraverso uno scherzo di cattivo gusto nei confronti del prestante direttore della galleria (Gilbert Owuour), i consigli della life coach Rowena (Lucy Liu), lo scioglimento del nodo riguardo ai misteriosi fatti di Washington e l'esperienza della morte.

Dopo Paolo Sorrentino, anche Roberto Faenza attraversa l'oceano in una coproduzione internazionale che coinvolge anche le attrici premio Oscar Marcia Gay Harden e Ellen Burstyn, nonché volti noti delle serie tv americane come Peter Gallagher o la protagonista di “True Blood” Deborah Ann Woll. La sceneggiatura, curata dallo stesso regista con Dahlia Heynman ed Elda Ferri, è tratta dal romanzo omonimo di Peter Cameron del 2007. Il film racconta, senza troppe novità, il delicato passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Lo fa in modo piacevole e con qualche uscita brillante, con il contributo fondamentale della colonna sonora originale composta da Andrea Guerra e interpretata dalla suggestiva voce di Elisa, a partire dalla title track “Love Is Requited”.

Stefania Capannelli

 

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